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Angelo Di Giorgio Carcinosi Peritoneale HIPEC - chemioipertermia intraperitoneale intraoperatoria PIPAC (Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy)

Professore

Angelo Di Giorgio

DIRIGENTE UOC di Tecnologie Chirurgiche e Day Surgery I Clinica Chirurgica Pietro Valdoni

la peritonectomia con chemioipertermia intraddominale

Carcinosi Peritoneale

Si tratta di una procedura complessa che prevede due fasi: una prima fase-chirurgica- che ha lo scopo di rimuovere tutto il tessuto tumorale evidente, una seconda- di chemiopetaria intraddominale ipertermia- che ha lo scopo di distruggere tutti i residui tumorali microscopici o di dimensioni millimetriche.

Il Ruolo dell' HIPEC

HIPEC - chemioipertermia intraperitoneale intraoperatoria

L'HIPEC consta di una integrazione fra chemioterapia loco-regionale( chemioterapia intraperitoneale) e ipertermia

un nuovo modo per trattare la carcinosi peritoneale non operabile

PIPAC (Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy)

Sfrutta l'effetto dell'aumento della pressione intraddominale e della nebulizzazione di soluzioni di chemioterpici allo scopo di aumentare l'efficacia della chemioterapia intraperitoneale garantendo una maggiore diffusione dei farmaci nel tessuto neoplastico.
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HIPEC

IL RUOLO DELLA HIPEC         

Si tratta di una procedura che prevede la introduzione nella cavità peritoneale di soluzioni di  chemioterapici mantenute alla temperatura costante di  42-43 gradi centigradi. La tipologia dei chemioterapici utilizzati varia in relazione alla specifica  patologia da trattare, dal momento che le carcinosi peritoneali possono essere causate da differenti forme neoplastiche primitive ( mesoteliomi, carcinomi primitivi del peritoneo) o secondarie  ( carcinomi dell'ovaio, carcinomi del colon-retto, carcinomi dello stomaco ....).

L'HIPEC è utilizzata prevalentemente in maniera integrata con una chirurgia aggressiva delle carcinosi peritoneali, denominata  variamente peritonectomia, citoriduzione o debulking, che ha come scopo primario quello di asportare tutta la massa neoplastica macroscopicamente evidente.

L'HIPEC consta di  una integrazione fra chemioterapia loco-regionale( chemioterapia  intraperitoneale) e ipertermia.  Questa associazione consente significativi vantaggi nel trattamento delle forme di carcinomatosi peritoneali, in quanto è in grado di convogliare   direttamente nella sede della malattia una grande quantità di chemioterapico associando i vantaggi delle ipertermia.
chemioterapia intraperitoneale

 e' una tipologia di chemioterapia  (cht) loco-regionale, che  consente specifici vantaggi rispetto alla cht sistemica:

    permette di utilizzare elevate concentrazioni di  chemioterapici
    permette un contatto diretto fra farmaco e tessuto neoplastico
    diminuisce gli effetti tossici sistemici, tipici delle cht tradizionali, che sono introdotte per via venosa
    permette un contatto relativamente prolungato fra farmaco e tumore
    il riassorbimento prevalente attraverso le radici portali consente un apporto del farmaco anche a livello epatico, consentendo teoricamente un trattamento anche di eventuali microfoci epatici, la cui vascolarizzazione, quando  sono di dimensioni inferiori o uguali al millimetro, è fornita prevalentemente dal sistema portale

Ipertermia

Nella HIPEC la soluzione di chemioterapici utilizzata è introdotta ad una temperatura costante di 42-43° centigradi.

L'associazione della ipertermia offre notevoli vantaggi:

    ha un'azione  tumoricida
        consente  una maggiore diffusione intracellulare del CHT, alterando la integrità della membrana cellulare delle cellule neoplastiche
        potenzia l'efficacia di alcuni chemioterapici
        diminuisce o distrugge i sistemi di chemioresistenza  dei tumori
        l'associazione con la cht intraperitoneale non aumenta la tossicità dei farmaci utilizzati



In particolare l'associazione fra cht intraperitoneale e ipertermia aumenta la capacità di diffusione nel tessuto tumorale del chemioterapico. Infatti mentre nella cht intraperitoneale associata alla ipertermia il farmaco penetra nel tumore fino a 5 mm, in assenza di ipertermia il farmaco non penetra oltre i 2 mm.

Questo rappresenta un notevole vantaggio per quanto riguarda la efficacia del trattamento e  dimostra l'importanza della associazione della HIPEC con la peritonectomia, cioè con la asportazione chirurgica "massimale"di tutto il tessuto tumorale dalla cavità addominale. Infatti quanto più radicale è l'asportazione della malattia neoplastica endoperitoneale, tanto da non lasciare residui macroscopicamente evidenti o residui di pochi mm di spessore, tanto più la HIPEC, consentendo una penetrazione di 5 mm del farmaco, sarà in grado di trattare gli eventuali residui.

L'associazione fra HIPEC e peritonectomia rappresenta una integrazione terapeutica sempre più utilizzata nel trattamento delle varie forme di carcinosi e di tumori primitivi del peritoneo.

Le casistiche che sempre con maggiore frequenza sono riportate in letteratura dimostrano come in serie selezionate la sopravvivenza dei pazienti affetti da carcinosi peritoneali e suscettibili di questa forma di trattamento integrato  sia migliore rispetto ai casi trattati con schemi terapeutici  standard o non trattati.

I risultati maggiormente significativi sono riscontrabili nelle carcinosi coliche, da ca dell'appendice  e nelle carcinosi ovariche.  Significativi risultati sono ottenuti anche nei tumori primitivi del peritoneo come i mesoteliomi.

L'HIPEC trova un suo spazio terapeutico anche come palliazione per l'ascite neoplastica. La utilizzazione dell'HIPEC in casi selezionati, affetti da ascite neoplastica ma non suscettibili di peritonectomia,  possono  essere sottoposti esclusivamente alla chemioipertermia con significativi vantaggi . In particolare la percentuale di casi che dopo l'HIPEC dimostrano la scomparsa o la riduzione significativa dell'ascite è significativamente alta.

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Intervento tenuto dal prof. Angelo Di Giorgio, Professore Ordinario di Chirurgia Generale presso il Policlinico Umberto I° di Roma, Docente in Chirurgia Generale presso l'Università di Roma La Sapienza, sulla carcinosi peritoneale .
 
Intervento tenuto dal prof. Angelo Di Giorgio, Professore Ordinario di Chirurgia Generale presso il Policlinico Umberto I° di Roma, Docente in Chirurgia Generale presso l'Università di Roma La Sapienza, sulla carcinosi peritoneale .
 
Intervento tenuto dal prof. Angelo Di Giorgio, Professore Ordinario di Chirurgia Generale presso il Policlinico Umberto I° di Roma, Docente in Chirurgia Generale presso l'Università di Roma La Sapienza, sulla carcinosi peritoneale .